DON GIOVANNI A MOSCA CIECA

liberamente ispirato ad "Anatol" di Arthur Schnitzler

DON GIOVANNI A MOSCA CIECA, è il titolo della nostra trasposizione da Anatol di Schnitzler, la cui drammaturgia è affidata ad Corrado Accordino.

Il palcoscenico, completamente sgombro, ospiterà il piano di vendetta di cinque donne il cui obiettivo finale è il matrimonio di Don Giovanni, Anatol per Schnitzler.

Otto personaggi per cinque donne che decidono di giocare con Don Giovanni e di portarlo a interrogarsi su cosa sia la fedeltà, la gelosia, su come sia possibile che un amore finisca.

E ancora sull’agonia della morte di un amore del quale si sa il destino, ma ci si rifiuta di riconoscerlo perché non si vuole ammettere il fatto di NoN essere più quelli di una volta, sull’ipocrisia dell’eternità che promettiamo, sull’impossibilità di dimenticare il passato che ci piove continuamente addosso nel presente, con la sua morbosità e richiesta di esistere e fa di 

Don Giovanni una vittima delle interferenze tra ieri, oggi e domani, reso inadatto a  vivere il suo tempo: eterno sognatore, capace di vedere il mondo solo coi suoi occhi, l’amore solo col suo cuore, consapevole che ci sia maggior bellezza dentro di lui piuttosto che nel mondo esterno.

Don Giovanni e Max, moderno Sganarello, i due protagonisti maschili, sono complementari e possono essere visti come due espressioni dello stesso io.

La ricerca frenetica di Don Giovanni viene contrapposta allo scetticismo e alla disillusione di Max: “La tua illusione ti è mille volte più cara della verità” dice Max, al suo Don Giovanni, ma entrambi hanno perso i propri orizzonti e cercano disperatamente di ritrovarli.

La ricerca del nostro Don Giovanni si esplica in una girandola di amori in cui il protagonista si trova a confrontarsi con tematiche come tradimento, gelosia,  irrazionalità, mentre quella di Max è una contemporanea e divertita riflessione ed analisi. Max è la ragione che analizza le pulsioni istintive espresse dal protagonista.

Il rapporto tuttavia non è mai conflittuale ma sempre pervaso soltanto da una sottile e divertita complicità verbale.

Il tutto è raccontato attraverso un gioco “mosca cieca”, le cui regole sono dettate dall’antica e quanto mai moderna complicità femminile:

Don Giovanni verrà bendato e solo il caso potrà decidere quale donna sarà la sua prima “vittima” (o carnefice).

Ogni quadro potrà essere interrotto in un qualsiasi momento, dalla volontà della donna in “gioco” al grido di: “mosca cieca!”.

Don Giovanni non potrà opporsi alla regola, verrà quindi ri-bendato e lanciato tra le braccia di un nuovo personaggio, alle prese con nuove tematiche che apriranno nuovi  interrogativi.

Un gioco che non avrà vincitori, né vinti, la cui fine potrà però essere assai lieta per qualcuno!

regia Silvia Giulia Mendola

drammaturgia Corrado Accordino

tratto da Anatol di Arthur Schnitzler

 

coreografa Lara Guidetti

 

con Tamara Balducci, Marco Cacciola, Linda Gennari, Lara Guidetti, Silvia Giulia Mendola, Alessia Vicardi, Greta Zamparini