L'INQUILINO

testo di F. Banfo

Luca vive in un bilocale in condivisione. Ha trentacinque anni e scrive di sport per un piccolo giornale. Ha messo un annuncio perché il suo coinquilino se n'è andato via.

Trova un giovane che gli sembra a posto, ma questi muore il giorno stesso del trasloco, stroncato da un malore, in mezzo ai suoi scatoloni.

La sorella dell'inquilino, Emma, viene a riprendersi le cose del fratello, ma invece che andarsene si installa in casa di Luca.

Luca è fidanzato da anni con Teresa, vorrebbero andare a convivere, ma stentano a trovare una casa adatta alle loro esigenze, e compatibile con le loro finanze.

Un Agente Immobiliare mostra loro diversi appartamenti, ma sono tutti sempre troppo piccoli.

Nel frattempo Teresa entra in conflitto con Emma, perché gelosa della sua presenza in casa di Luca.

Emma è strana, inafferrabile, in preda ad un dolore che la rende feroce.

Cerca disperatamente tra le cose del fratello un quaderno nero, che  sembra avere per lei  un'importanza vitale.

Luca sta cercando di portare a termine una inchiesta sul doping nel calcio. E' la sua scommessa sul futuro, per potersi permettere l'affitto di una casa decente, ma nel frattempo la sua relazione con Teresa entra sempre più in crisi, anche per via della presenza di Emma in casa di Luca e per il fascino che questa esercita di lui.

L'Agente Immobiliare si insinua nelle loro vite, lentamente, ma inesorabilmente,fino alla sorprendente, inevitabile, conclusione finale.

 

Una commedia amara e senza speranza, cinica e disperata come i tempi che viviamo.

I personaggi sono alla deriva nei loro sogni più o meno impossibili.

Da una parte l'amore ideale, tremendo, ineluttabile come la morte, dall'altro il sogno di una vita normale, di una famiglia, di una casa, che è stato per generazioni di uomini e donne l'approdo unico della vita, e che oggi sembra essere uscito dall'orizzonte dei desideri e delle possibilità dei giovani, senza che nella società si siano affermate nuove forme di convivenza ideali, che non siano frutto del puro adattamento e della mera contingenza.

regia
Fabio Cherstich

​​

con

 

Silvia Giulia Mendola, Cinzia Spanò, Corrado Accordino, Alberto Onofrietti

 

Musiche

Barbara Cavaleri

Foto

Attilio Marasco